Natale è alle porte

mercoledì 14 dicembre 2011



Ancora pochi giorni è arriva la festa più "cara" dell'anno: il santo Natale. Enzo Bianchi, nel suo libro "il pane di ieri" scrive che il Natale, ormai, è una festa non solo riservata ai cristiani ma sempre più carica di una valenza antropologica. I valori della quotidianità, del tessuto della vita, le relazioni umane, l'amicizia, l'amore, la fraternità sono ormai legati a questo giorno al punto che anche là, dove vi è contrapposizione tra  credenti e non credenti (è sempre Bianchi che scrive) la festa rimane uguale per tutti: magari, invece di "Buon Natale!" i non credenti si augurano un più generico "Buone Feste!", ma il clima dell'incontro, della gioia, dell'intimità è da tutti condiviso.
Il Natale è un'autentica occasione per riaccendere la speranza che riguarda l'umanità intera.
Per questo e per tante altre ragioni che sono fisse nel mio cuore e nella mia memoria, ricopio la poesia di un bambino che ho trovato sfogliando pagine preziose:

Non nacque Gesù in primavera, ma al freddo d'inverno di sera.
Lui re. Lui Signore. Lui tutto: d'amore porgendoci il frutto.
Ad ogni Natale penso con tristezza che non ho conosciuto della cometa la bellezza,
non ho conosciuto il silenzio delle stelle,
quella notte in cui erano tutte belle,
lucide, splendenti, brillanti e incantate,
ad ascoltare degli arcangeli le serenate;
non ho conosciuto lo sguardo di Maria,
il sorriso di Giuseppe in quella notte pia,
non ho conosciuto nulla in quel tempo lontano,
rotola una lacrima sul mio viso e sulla mano,
ma non è tempo di piangere: è nato il mio Signore,
Gesù, mia vita e mio Salvatore.
Gesù, piccolo grande amore, io non ero con Te,
ma da quando sono nato lo so, Tu sei con me.

L'ha scritta un bimbo di 10 anni e mi piacerebbe averla scritta, perchè più che una poesia è una preghiera.