Canto di Clemente Rebora

sabato 10 settembre 2011



Inaridita la terra,
protende la bocca:
implacabile il cielo di sopra.
- Signore scende la pioggia,
che aiuti nei beni del tempo
ad ambir con fiducia gli eterni.-
Ecco cade, nel silenzio, una goccia:
qua, là, crepita l'acqua:
ora scroscia sonora,
su alberi in fiore, patiti,
e zolle in malati germogli:
ovunque giunge, s'intende: si estende
la fecondazione gioiosa.
In poco volgere d'ora
l'arido aspetto d'ogni cosa,
il grigio no della morte si sperde
nel sovrano della vita
fra trilli d'uccelli e fremiti e fruscii:
fresca appare la quiete del verde:
al Creatore amante  tutto s'intona.
O Gesù, aver sete,
anelarti così!
O anima, alla grazia
del Suo amor che ci si dona,
così, anima, indiata, ringrazia.



 I miei tre nipotini sono tornati a prendere possesso della casa. Non so postare le loro fotografie, ma vi assicuro, che sono bellissimi e vivacioni. Francesco, un anno e mezzo, biondissimo, il che contrasta con una stupenda abbronzatura, non mi vuole se non per prendere la mia mano o ciò che gli serve in quel momento. Come un piccolo Grauco Marx, non parla se non con tanti "he, he" indicando l'oggetto dei suoi desideri. Giacomo (4 anni) anche lui biondo e abbronzato, è un parlatore nato. E' sempre pronto a correggermi se non uso la parola appropriata per illustrargli un concetto. E poi c'è Elena, la cugina preferita (11 anni) è stata lei che per prima mi ha fatto innamorare.
Con loro mi sento infinitamente ricca e ringrazio Dio per avermeli dati. E' anche attraverso loro che imparo a conoscere meglio Dio. Danno tante preoccupazioni, questo è vero, ed esigono che i loro Angeli Custodi siano più che attenti, ma, Signore, so che Ti sono particolarmente cari e che il loro sorriso rallegra anche il Tuo cuore.