Baudelaire: IL RIBELLE

martedì 12 luglio 2011


Il ribelle



Dal cielo precipita come un'aquila un Angelo,

e afferra a pugno pieno i capelli del miscredente e gli dice, scuotendolo:

«Tu devi conoscere la regola (io sono il tuo buon angelo, capisci?). Lo esigo.

Sappi che si deve amare, senza tante smorfie, il povero, il cattivo, lo storpio, l'ebete:

così tu potrai fare a Gesù, quand'egli passa, un tappeto trionfale con la tua carità.

Così è l'Amore.

Avanti che il tuo cuore divenga indifferente, riaccendi la tua estasi alla gloria di Dio:

è questa la vera, duratura Voluttà.

E l'Angelo, castigando nella misura che ama,

tortura con le sue mani di gigante il maledetto.

Ma il dannato risponde sempre: «No, non voglio!»