Veronica da Tracce di gennaio

sabato 29 gennaio 2011



Sei sbocciata, giovinezza intera, verginità, lungo le orme della Veronica, quand'ella si apriva un varco tra la folla, sulla via del supplizio di Cristo, tra la gente che vide il sentiero che lei percorreva. "Nacque il tuo nome nello stesso istante in cui il cuore divenne l'effige: l'effige di verità. Nacque il tuo nome da ciò che fissavi" (Karol Wojtyla).
Fissavi un Uomo, Veronica, come lo fissavano i discepoli, come lo fissava Pietro, quando disse:" Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna!", vita vera, intera, perfetta; vita desiderabile che nessuno saprebbe immaginare o inventare, ma che riconosciamo perchè è la vita che possiamo vedere e udire e toccare. "Una volta qualcuno parlò per intero", scrive Montale, "e fu incomprensibile", perchè nessun pensiero poteva definirlo, contemplarlo, prevederlo. Incomprensibile, ma reale e vero.
Comincia qui la verginità? Quando è capitato e capita e capiterà anche a noi, distratti, inaffidabili, mentitori di dire:"Signore, lo sai che ti amo", come bambini che trovano asilo nel cavo della mano materna? Verginità possibile anche a noi. (L. Giussani)

Ada Negri: Verginità


 




Tu, giovinezza mai perduta,
che rimani in fondo all'essere, più bella ora di prima,
giovinezza che ami,
e non pensi esser amata:
ad ogni fiore che sboccia o frutto che rosseggia,
al Dio dei campi e delle stirpi
rendi grazie in cuore