Vacanze

venerdì 29 luglio 2011



Con la prossima settimana arriva il momento della riflessione. Arrivano le mie vacanze!
I miei figli e i miei nipoti sono tutti partiti.La casa sarà vuota e silenziosa.
Come impiegare questo tempo di "libertà" che potrebbe diventare opprimente? Ecco, è qui che uno vede e scopre, che cosa vuole realmente, a che cosa dà lo spazio e il tempo.
Che cosa mi possono regalare queste giornate che, a prima vista, sembrano meno impegnative, più semplici? "Alla verifica della fede".
Per fare questo non sono necessari solo i momenti forti che la Liturgia mi propone, è soprattutto nel tempo libero che viene fuori che cosa ho di più caro. E' un'occasione stupenda a cui non posso non domandarmi: "Che cosa muove il mio cuore? Dove vanno i miei passi?"
Perchè poi, davanti al susseguirsi dei giorni, alle difficoltà del vivere, ci sono io che ho bisogno di certezze.
Ecco allora un pellegrinaggio al luogo del cuore, là dove c'è l'impronta di Dio, dove è bello andare.
Lucia, prova a non perdere la S. Messa giornaliera, magari andando per tempo e fermandoti davanti alla tua Madonna Pellegrina per una bella Meditazione!
E, perchè no, qualche bel libro che ti parli di Dio o dei suoi Santi!
Trovo che sia stupendamente importante riscoprire lo sguardo del Padre che vede, sa, intende e veglia su di noi. Prova e Buone Vacanze!

LA PORTA di B. Ferrero



C'è un quadro famoso che rappresenta Gesù in un giardino buio. Con la mano sinistra alza una lampada che illumina la scena, con la destra bussa ad una porta pesante, robusta.
Quando il quadro fu presentato per la prima volta ad una mostra, un visitatore fece notare al pittore un particolare curioso.
"Nel suo quadro c'è un errore. La porta è senza maniglia".
"Non è un errore" rispose il pittore. "Quella è la porta del cuore umano. Si apre solo dall'interno".

Due amici di Bruno Ferrero

mercoledì 27 luglio 2011



Molti anni fa, in Cina, vivevano due amici. Uno era molto bravo a suonare l'arpa. L'altro era dotatissimo nella rara arte di saper ascoltare.
Quando il primo suonava o cantava di una montagna, il secondo diceva: "Vedo la montagna come se l'avessimo davanti".
Quando il primo suonava a proposito di un ruscello, colui che ascoltava prorompeva: "Sento scorrere l'acqua fra le pietre".
Ma un brutto giorno, quello che ascoltava si ammalò e morì.
Il primo amico tagliò le corde della sua arpa e non suonò mai più.


Esistiamo veramente se qualcuno ci ascolta. Il dono più grande che possiamo fare ad una persona è ascoltarla "veramente".
Una bambina ha scritto: "Alla sera, quando vado a letto, mi volto verso il muro e mi parlo, perchè io mi ascolto!".

Mangia, prega, ama : film




Io non so come di Elio Fiore

lunedì 25 luglio 2011



Io non so come,
la notte è lunga
e il tempo un mostro,
ma so che verrà l'alba
e la vita degna
sarà in ogni uomo,
e la terra non tremerà più
e la stella di Betlemme
ricorderà per sempre che Cristo
è veramente nato per tutti gli uomini.

Io non so come,
la guerra è sulla terra
e il male sconvolge la Creazione,
ma so che verrà l'alba
e ogni uomo avrà il suo pane
e ogni uomo sulla spiaggia
riconoscerà Cristo che mangia
pesce e parla con lui.

Io non so come,
anche quest'anno è stato orrendo
di massacri e di morti,
ma so che verrà l'alba
eterna, la luce che attende
ogni creatura, fatta a immagine
di Dio, canto dell'universo.

Io non so come,
la notte è lunga
e il tempo un mostro,
ma so che verrà l'alba.

17a domenica del Tempo Ordinario. Prego di G. Sacino

domenica 24 luglio 2011



Signore,
mi hanno educato a pensare e a credere
che essere Tuo discepolo
significa essere perennemente "in croce":
un discepolo triste, quasi che ogni pur legittima gioia,
un buon cibo da gustare o un'emozione artistica
capace di far vibrare il cuore,
fosse un tradirTi.

Poi leggo il Tuo Vangelo,
che significa annuncio di gioia
e trovo che Tu non solo parli della gioia,
ma sei gioioso,
ami la gioia
e la prometti ai Tuoi discepoli.

Aiutami a far sempre più esperienza di Te
e a non aver paura che possa costituire
offesa all'altrui identità
ciò che è annuncio gioioso di un dono,
che è per tutti e va a tutti proposto
con il più gran rispetto della libertà di ciascuno;
il dono della rivelazione del Dio-amore che
"ha tanto amato il mondo da dare
il suo Figlio unigenito" (Gv 3,16)" (NMI,56).

Signore oggi il mondo, che conosce
il piacere ma non la gioia,
ha bisogno che gli sia testimoniata
la gioia del Regno.
Se vuoi, serviti anche di me,
oggetto della Tua perenne misericordia,
e rendimi capace di testimoniare la Tua gioia,
amando Te che sei la gioia.
Amen.

Norvegia: 91 morti

sabato 23 luglio 2011


Era una bella mattina. L'aria sapeva ancora di pioggia, che era arrivata all'alba, portando un venticello leggero che sollevava le tende. E in tutto questo il colore del cielo. Azzurro, senza nuvole. Azzurro cielo, appunto. Mi sentivo in pace con me stessa.
Ascolto le news che sky mi porta: Norvegia 91 morti. E sono tutti ragazzi!
Ora...
Ora il mio cielo si è fatto scuro. Le mie labbra sussurrano un'Ave Maria per quelle vite spezzate.
Solo Dio risponde a questo dramma. In modo misterioso, ma risponde.

Perchè t'amo, Maria di Santa Theresa di Lisieux

venerdì 22 luglio 2011



Vorrei, Maria, cantare perchè t'amo,
perchè il Tuo nome trasalisce il cuore,
perchè il pensiero della Tua grandezza
non crea nel mio cuore alcun timore.
Se Ti vedessi in tutta la Tua gloria,
che vince lo splendor di tutti i santi,
non oserei, Maria, dirmi Tua figlia
e innanzi a Te abbasserei lo sguardo.

Perchè un bambino ami la sua mamma
l'ha da sentir "presente" al suo soffrire,
Regina del mio cuore, in questo esilio
quanto piangesti per attrarmi a Te!.
Leggendo la Tua vita nel Vangelo,
oso guardarTi e avvicinarmi a Te
e credermi Tua figlia, perchè sei
mortale e sofferente al par di me.

Quando dal Cielo un angelo Ti offre
d'essere Madre di un Re dal regno eterno,
Ti vedo preferire, oh! qual mistero,
la gemma della Tua verginità.
Vergine Immacolata, io so che a Dio
più cara sei che il celeste soggiorno:
umile e amena valle, Tu contieni
il mio Gesù, l'Oceano di amore.


Continua per altre 25 strofe che si concludono con:

Ho sofferto con Te, ed ora voglio
cantar tra le Tue braccia perchè t'amo,
sempre ridir che son la Tua figliola.

sogna ragazzo sogna di Vecchioni




Verità di G. Testori

mercoledì 20 luglio 2011



Verità,
antica e qui presente eternità,
verbo creante,
poi creato in carne!
Memoria,
realtà,
ritorna in me,
in noi,
in loro!
Disfa la nebbia
dell'inganno.

Non sappiamo parlarti, Signore di Donata Doni

lunedì 18 luglio 2011



Non sappiamo parlarTi, Signore.
Parlarti come si parla
alla propria anima,
senza ingannarci,
senza ingannarTi.
ParlarTi come il fiore che s'apre,
come l'astro fisso nella Tua luce,
i cieli assorti nel Tuo splendore.
Non sappiamo che dirTi
trascurate preghiere,
o lanciarTi il grido, della carne ferita.
Insegnaci le parole del silenzio.

Prego di G. Sacino (16a Domenica del Tempo Ordinario)

sabato 16 luglio 2011



Signore Gesù,
quante volte abbiamo considerato
fuori del Tuo regno
coloro che non la pensavano come noi.

Di Girolamo Savonarola, da alcuni
considerato eretico,
oggi se ne proclama la santità.
Rosmini, amante della Tua Chiesa,
e come tutti gli amanti, molto esigente
perchè fosse sempre bella,
ebbe i suoi scritti messi all'Indice,
ma oggi tutti riconoscono il suo amore generoso
a Dio, alla Chiesa, alla verità.
E guardano a lui come a un santo.

E l'elenco potrebbe continuare.

Questo purtroppo succede anche tra noi,
nelle nostre parrocchie,
nei nostri gruppi ecclesiali,
nelle nostre famiglie,
quando ci si dimentica dell'umiltà
e ci si allontana dalla carità,
quando si ha fretta
di "separare il grano dalla zizzania".

Ti chiediamo perdono
per i grandi peccati della storia
e per le nostre mancanze quotidiane,
in cui non c'è stata la pazienza di saper ascoltare,
di saper sperimentare, di saper discernere,
nè l'umiltà di capire
che il Tuo Regno si sviluppa in noi e nel mondo
in modo diverso da come noi vorremmo.

Perdonaci e ricordaci che Tu,
Signore e Dio,
"padrone della forza, giudichi con mitezza,
ci governi con molta indulgenza
perchè il potere lo eserciti quando vuoi
e ci insegni ad amare gli uomini così come sono,
grano e zizzania insieme
dandoci la dolce speranza che dopo il peccato
Tu concedi a tutti la possibilità di pentirsi".
Amen.

Poesia di Salvatore Quasimodo

venerdì 15 luglio 2011



In povertà di carne, come sono
eccomi, Padre; polvere di strada
che il vento leva appena in suo perdono.

Ma se scarnire non sapevo un tempo
la voce primitiva ancora rozza,
avidamente allargo la mia mano:
dammi dolore cibo cotidiano.

Insegnami Signore a dirti grazie

giovedì 14 luglio 2011



Grazie per il pane, il vento, la terra e l'acqua.
Grazie per la musica e per il silenzio.
Grazie per il miracolo di ogni nuovo giorno.
Grazie per i gesti e le parole di tenerezza
Grazie per le risate e per i sorrisi.
Grazie per tutto cio che mi aiuta a vivere nonostante le sofferenze e lo sconforto.
Grazie per tutti quelli che amo e che mi amano.
E che questi mille ringraziamenti si trasformino in un'immensa azione di grazie quando mi rivolgo a Te, fonte di ogni grazia e roccia della mia vita.
Grazie per il Tuo amore senza confini
Grazie per il pane dell'Eucarestia.
Grazie per la pace che viene da Te.
Grazie per la libertà che Tu ci dai
Con i miei fratelli io proclamo la Tua lode per la nostra vita che è nelle Tue mani e per le nostre anime che Ti sono affidate.
Per i favori che Tu ci inondi e che non sempre sappiamo riconoscere.
Dio buono e misericordioso, che il Tuo nome sia benedetto, sempre.

Vegliare

mercoledì 13 luglio 2011



Vegliare: un'operazione di straordinaria semplicità che consente di far fronte all'insonnia, lavorando silenziosamente o pregando, sfuggendo così ai pensieri che spesso sono tristi.
Sono nata a Milano, in via Meda, quando da poco era scoppiata la guerra. Non ho ricordi di quel periodo, ma solo poco più tardi, quando, sempre a causa della guerra, i miei genitori si trasferirono a Conegliano Veneto, paese d'origine del mio papà.
La prima veglia  la feci in una stalla, dove riparammo con altri compaesani, a causa di un bombardamento. Avrò avuto quattro anni e nitido è il ricordo di una notte che trascorsi giocando con gli altri bambini mentre i "grandi" ascoltavano cosa succedeva al di fuori.
Un altro ricordo, vivissimo e dolce, è quello di quando, poco più grande, vivevo,da sola, dalla mia nonna materna e due delle mie zie, in un paesino del Friuli. Trascorrevamo le serate invernali sempre nella stalla, dove la presenza degli animali, assicurava un certo tepore. Si raccontavano storie, pettegolezzi, insomma si "socializzava" come diremmo oggi, con gli altri abitanti della cascina. Le mie zie e la mia nonna cucivano o rammendavano, ricordo qualcosa di "scozzese" che poi indossai il giorno di Natale!
Vegliare, per me, è sinonimo di attesa. Attesa che, come dice De Filippo in una sua commedia "'a dà passà à nottata".
Quando Paolo mi lasciava sola con i miei figli, si assentava molto per lavoro, li vegliavo lavorando a maglia. Golfini, pantaloncini, persino un capottino che era il mio capolavoro e che indossarono tutti e tre!
Non pregavo, allora, ma ugualmente i pensieri che accompagnavano il mio ferruzzare, erano rivolti al cielo, perchè proteggesse i miei cari.
La veglia più importante la feci per Valeria, quando rimase per cinque giorni in sala di rianimazione, per non più uscirne. Allora SI' che PREGAI!
Da allora, vegliare è divenuto un rito prezioso che mi è familiare. Ricordo le attese per Ada o Enrico che ritornassero dopo l'uscita del "sabato sera".
Il mio posto era là: distesa sul divano in tinello, un libro alla mano e il rosario sempre vicino, aspettavo che la famiglia si ricomponesse.
Adesso in casa siamo rimasti Paolo ed io. Io con la mia insonnia, i libri, il computer e l'amico più fedele: il rosario.

Baudelaire: IL RIBELLE

martedì 12 luglio 2011


Il ribelle



Dal cielo precipita come un'aquila un Angelo,

e afferra a pugno pieno i capelli del miscredente e gli dice, scuotendolo:

«Tu devi conoscere la regola (io sono il tuo buon angelo, capisci?). Lo esigo.

Sappi che si deve amare, senza tante smorfie, il povero, il cattivo, lo storpio, l'ebete:

così tu potrai fare a Gesù, quand'egli passa, un tappeto trionfale con la tua carità.

Così è l'Amore.

Avanti che il tuo cuore divenga indifferente, riaccendi la tua estasi alla gloria di Dio:

è questa la vera, duratura Voluttà.

E l'Angelo, castigando nella misura che ama,

tortura con le sue mani di gigante il maledetto.

Ma il dannato risponde sempre: «No, non voglio!»


 

Prego di G. Sacino

domenica 10 luglio 2011



Gesù,
ho ascoltato la Tua parabola,
tanto semplice e tanto profonda,
e la spiegazione che Tu stesso,
divino maestro,
mi hai dato.

Io non ho altro da aggiungere che una invocazione:
aiutaci a metterla in pratica
con quel rispetto, per ogni terreno,
che ha lo stesso Tuo Padre,
divino seminatore.

Signore accresci alla Tua Chiesa, nostra madre,
ai Vescovi, che devono essere
la nostra guida nello Spirito,
questa visione soprannaturale che Tu ci proponi.

Solo così, anche se spesso sono come il sasso,
ho la speranza di diventare terra buona,
e se ora produco per dieci,
allora riuscirò a produrre per cento
i frutti di santità
che non nascono dall'efficientismo,
ma dalla Tua pazienza
e dalla mia decisa e accresciuta buona volontà.
Amen.



 

Robert Browning

venerdì 8 luglio 2011



Invecchiate con me.
Il meglio
deve ancora venire:
l'ultima parte della vita,
in funzione della quale
ci fu una prima parte.
Le nostre ore
sono nelle mani
di Colui che disse:
"Ho predisposto tutto".
La gioventù
non mostra che la metà.
Abbi fede in Dio:
guarda tutto,
non aver paura.

Dall'eternità (Proverbi 8,22-31)

martedì 5 luglio 2011



"Il Signore mi ha creato
come inizio della Sua attività,
prima di ogni Sua opera, all'origine.
Dall'eternità sono stata formata,
fin dal principio, dagli inizi della terra.
Quando non esistevano gli abissi, io fui generata,
quando ancora non vi erano le sorgenti
cariche d'acqua;
prima che fossero fissate le basi dei monti,
prima delle colline, io fui generata,
quando ancora non aveva fatto la terra e i campi,
nè le prime zolle del mondo.
Quando Egli fissava i cieli, io ero là;
quando tracciava un cerchio sull'abisso,
quando condensava le nubi in alto,
quando fissava le sorgenti dell'abisso;
quando stabiliva al mare i suoi limiti,
così che le acque non ne oltrepassassero i confini,
quando disponeva le fondamenta della terra,
io ero con Lui come artefice
ed ero la Sua delizia ogni giorno:
giocavo davanti a Lui in ogni istante,
giocavo sul globo terrestre,
ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo".

Prego di Giuseppe Sacino

venerdì 1 luglio 2011



Vorrei dirti tante cose,
o cuore sacratissimo del mio Signore,
ma come, quando bambino
posato sul petto di mia madre,
i suoi occhi nei miei,
volendo dirle il mio amore
finivo per balbettar poche, scarne parole,
e lei capiva tutto,
così oggi, così sempre:
ogni volta che voglio parlarTi
le parole si spengono
e dal cuore sale il silenzio.
Silenzio adorante, contemplante.

Silenzio vuoto o estasi d'amore?
Lo sai solo Tu,
Cuore di Dio palpitante con battiti d'uomo.

Fuoco e conforto della Chiesa,
disseta la sete d'amore
di tutti quelli che attingono
alle pozzanghere della vita
e non a Te, sorgente d'acqua viva.

Accendi e riaccendi il fuoco Tuo
nei cuori tiepidi o infreddoliti
di chi vorrebbe bruciare per Te.

Dona la Tua luce per non smarrire mai
la strada che porta a Te,
Tu amore, Tu fuoco, Tu luce,
cuore del mio Dio.
Amen.