NATALE di Giovanni Paolo II

lunedì 20 dicembre 2010


 




Natale: ecco la notte della più grande esaltazione
dell'uomo: in essa egli trova
la sua nascita.
La mangiatoia: il primo luogo
dell'incontro tra Dio e gli uomini.

Colui che è nato in tutta la debolezza dell'uomo
è nato per aiutare me, uomo,
ad essere uomo,
per darmi il potere di essere uomo.
Infatti essere pienamente uomo significa
diventare figlio di Dio
poichè il Figlio di Dio è diventato uomo.

"Dio nasce e le potenze tremano.
Il Signore dei cieli è spogliato.
Il fuoco si spegne e lo splendore si adombra.
L'infinito accetta i limiti.
Disprezzato - rivestito di gloria.
Il mortale - il re dei secoli".
Ecco il brano di un canto natalizio polacco,
che contiene una formidabile espressione del mistero
del Dio incarnato.
Mistero che abbraccia i contrasti:
la luce e le tenebre della notte,
l'infinità di Dio
e i limiti umani,
la gloria e l'umiliazione,
l'immortalità e la mortalità,
la divinità e la povertà dell'uomo.
In questo momento avviene qualcosa che
non ha confronti nella storia dell'uomo.