Nella stalla di Betlem di C. Peguy

venerdì 3 dicembre 2010



Sotto lo sguardo di quell'asino e quello del bue
il Bambino riposava nella pura luce.
E nel giorno dorato della vecchia capanna
splendeva il suo sguardo incredibilmente nuovo.

Il bambino alzava lo sguardo verso gli occhi enormi
più profondi e più dolci dell'oceano infinito.
Per la prima volta ammirava in questo specchio gigante
la profondità dei mari e il riflesso dei cieli.
........

Immobile il bambino dormiva nel profondo del sonno
stava cominciando il nuovo grande regno
stava iniziando il grande evento
l'insediamento di Dio nel cuore degli uomini.

Stava cominciando quel rinnovamento:
creare il tempo nuovo e la legge nuova.
Stava iniziando una nuova coltivazione:
negli antichi lavori produrre una nuova spiga.

Non vi era posto per loro nell'albergo di G. Pontiggia



"Non vuole assistere alla Messa di mezzanotte?" gli chiese la suora avvicinandosi al letto.
"No, la ringrazio" rispose.
"Guardi che possiamo accompagnarla nella cappella - gli aveva preso la mano, con la sua confidenza affettuosa - Lei non si deve neanche alzare".
"No, la ringrazio" ripetè.
"Può seguirla in televisione - insistette lei, sollevandogli, la mano sulla coperta- Insomma, non può perdere la messa anche la notte di Natale".
"Che cosa possiamo fare?" le chiese.
"So io - rispose lei - "Aspetti". Uscì con la sua gonna larga, frusciante. Rientrò poco dopo e gli porse un piccolo volume rilegato in tela rossa:" E' la Bibbia di Gerusalemme, quella concordata. Scommetto che lei non legge la Bibbia da molti anni".
"Sì".
"Quanti anni?".
Lui riflettè:"Cinquant'anni". Aggiunse:"Avevo letto tutto il Vecchio Testamento a trent'anni".
"Ecco, adesso per conforto, si legga i passi degli evangelisti sulla nascita di Gesù. E così santifica il Natale. D'accordo?".
"D'accordo" annuì lui.
Quando lei uscì cominciò a sfogliare quelle pagine di carta india, di colore avorio. Matteo parlava di una casa a
Betlemme, a cui erano arrivati i Magi, ma forse - spiegava il commento - non era quella dove Gesù era nato. Marco non accennava neppure a Betlemme e neanche Giovanni. Solo Luca nominava la mangiatoia in cui era stato deposto Gesù, perchè non vi era posto per loro nell'albergo.
Appoggiò la testa al cuscino e guardò il soffitto. "Non vi era posto per loro nell'albergo". Non diceva che l'albergo era colmo, ma che non vi era posto per loro. Dovevano rimanere fuori della soglia. Chiuse gli occhi. E quando li riaprì, si accorse di aver sognato che non vi era posto neanche per lui nell'albergo.
La suora ritornò e gli chiese: "Ha letto?".
"Sì".
"Come si sente?".
"Meglio - disse - Anche se non c'è posto per me nell'albergo".