L'anelito di una nube di Gibran

domenica 17 ottobre 2010


nuvoleNon sono nè un artista nè un poeta.
Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
ma non sono in sintonia
con i miei giorni e le mie notti.
Sono una nube.
una nube che si confonde con gli oggetti,
ma ad essi non si unisce.
Sono una nube,
e nella nube è la mia solitudine
la mia fame e la mia sete.
Ma la mia sventura è che la nube, mia realtà,
anela di udire qualcun altro che le dica:
Non sei sola a questo mondo
ma siamo due, insieme,
e io so chi sei tu.

Sono nel bisogno, sì,
nel bisogno più disperato,
ma non d'oro nè argento.
Ho bisogno di un rifugio.
Ho bisogno di un luogo
dove posare il capo e i pensieri.
Non cerco un tetto, cerco una dimora umana...

L'albero del mio cuore è carico di frutti:
venite, voi che siete affamati, e coglietene...
Venite ad attingere alla profusione del mio cuore,
venite ad alleggerire il mio carico.
La mia anima è stanca sotto il peso dell'oro
e dell'argento.
Venite ,voi che cercate tesori nascosti,
riempitevi le borse ed alleviate il mio fardello...
Il mio cuore trabocca del vino dei secoli.
Venite, voi tutti che avete sete, bevete e dissetatevi...