Tutti nasciamo come originali......

venerdì 9 dicembre 2016



Forse un giorno, neppur troppo lontano, avremo un santo, regolarmente canonizzato, come patrono di internet e protettore di tutti i cybernauti. Già comunque adesso abbiamo un valido intercessore in Carlo Acutis, un ragazzo di 15 anni, “patito” di internet come i suoi coetanei, ma a differenza di tanti di loro, convinto che debba diventare “veicolo di evangelizzazione e di catechesi”. Sul web è ancora presente (www.miracolieucaristici.org), la mostra virtuale progettata e realizzata da lui a 14 anni, che sta facendo il giro del mondo e che testimonia come davvero per Carlo l’Eucaristia è stata la sua “autostrada per il cielo”.

Già, perché Carlo continua ad essere un mistero: con i suoi 15 anni limpidi e solari, con la sua voglia di vivere e la sua prorompente allegria, ma soprattutto con la sua fede che scomoda ed interpella quella di noi adulti. Nasce il 3 maggio 1991 a Londra, dove i suoi genitori si trovano per esigenze di lavoro. Cresce a Milano, come tutti gli altri, differenziandosi solo per una particolare inclinazione per le pratiche religiose che a 12 anni lo porta alla Messa ed alla comunione quotidiana. E non è tutto: di pari passo con l’adolescenza arriva anche il rosario quotidiano e l’adorazione eucaristica, convinto com’è che quando “ci si mette di fronte al sole ci si abbronza... ma quando ci si mette dinnanzi a Gesù Eucaristia si diventa santi”.

Già, la santità: è il suo chiodo fisso, il suo obiettivo, la molla che lo fa stare in modo “diverso” sui banchi di scuola, in pizzeria con gli amici o in piazzetta per la partita di pallone. Non è geloso del suo “kit per diventare santi”, che regala generosamente a tutti e che, molto semplicemente, contiene: un desidero grande di santità, messa comunione e rosario quotidiano, una razione giornaliera di Bibbia, un po’ di adorazione eucaristica, la confessione settimanale, la disponibilità a rinunciare a qualcosa per gli altri. Per lui, che così tanto desidera la santità, è normale cercare amici in cielo; così nel suo sito internet c’è la sezione “scopri quanti amici ho in cielo”, dove compaiono i santi “giovani”, quelli che hanno raggiunto la santità in fretta e dove include anche la centallese Maria Isoardo, che ha “pescato” probabilmente in internet. Anche lui è convinto di non invecchiare; “Morirò giovane”, ripete, ma intanto riempie la sua giornata di vorticosa attività: con i ragazzi del catechismo, con i poveri alla mensa Caritas, con i bambini dell’oratorio. Tra un impegno e l’altro trova ancora il tempo per suonare il sassofono, giocare a pallone, progettare programmi al computer, divertirsi con i videogiochi, guardare gli adorati film polizieschi, girare filmini con i suoi cani e gatti. Oltre naturalmente studiare, perché frequenta con profitto (pur senza essere il primo della classe) il liceo milanese “Leone XIII”.

Dagli amici è amato, per la ventata di allegria che sa portare nella compagnia, anche se lui non cerca lo sballo come gli altri, sempre misurato e padrone dei suoi sentimenti e dei suoi slanci. Così, anche chi lo avversa e lo deride, finisce per subirne il fascino e per lasciarsi attrarre da lui. Poi, improvvisa come un fulmine a ciel sereno, arriva la leucemia, quella acuta che non lascia scampo, e che lui accoglie con un sorriso, offrendo la sua vita per il Papa e per la Chiesa. Cerca la guarigione perché ama la vita, ma sorride alla morte come all’incontro con l’Amato e perché sa che oltre ad essa non c’è il nulla. Muore il 12 ottobre 2006 e lo seppelliscono nella nuda terra ad Assisi, la città di San Francesco che più di altre ha amato e nella quale tornava così volentieri per ritemprare lo spirito.

“Tutti nasciamo come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie”, aveva scritto. Un destino a cui egli evidentemente è sfuggito se, appena trascorsi i cinque anni previsti dalle norme canoniche, la diocesi milanese ha subito dato inizio al processo di beatificazione, mentre in Italia e all’estero cresce la fama e la stima per questo ragazzo che ha cercato la santità in modo straordinario pur nell’ordinarietà della vita dei giovani d’oggi.




Non attender che Dio su te discenda
e che ti dica: Sono.
Senso alcuno non ha quel Dio che afferma
l'onnipotenza sua.
Sentilo tu, nel soffio ond'ei ti ha colmo 
da che respiri e sei.
Quando, non sai perché, ti avvampa il cuore,
è Lui che in te si esprime.

(Rainer M. Rilke)

Festa di Maria Immacolata

giovedì 8 dicembre 2016


Immagine correlata
Napoli- Edicola Madonna delle rose




Erano 'e tre dopo mezanotte.
P' 'a strada cammenavo io sola. 

D' 'a casa mia già me n'ero iuta 'a sei mise. Era 'a primma vota! E che ffaccio? A chi 'o ddico? Sentevo ncapo a me 'e voce d' 'e ccumpagne meie: «A che aspetti! Ti togli il pensiero! Io cunosco a uno molto bravo..».
Senza vulé, cammenanno cammenanno, me truvaie dint' o vico mio, nnanz' all'altarino d' 'a Madonna d' 'e rrose. 

L'affruntaie accussì: 
«C'aggi' 'a fa'? Tu saie tutto... Saie pure pecchè me trovo int' 'o peccato. C'aggi' 'a fa'? »
Ma Essa zitto, nun rispunneva.
«E accussì ffaie, è ove'? Cchiù nun parle e cchiù 'a gente te crede?... Sto parlanno cu' te!
Rispunne!».
«'E figlie so' ffiglie!». Me gelaie. Rummanette accussì, ferma.
Forse si m'avutavo avarria visto o capito 'a do' veneva 'a voce: 'a dint' a na casa c' 'o balcone apierto, d' 'o vico appriesso, 'a copp' a na fenesta...
Ma penzaie: «E pecchè proprio a chistu mumento? Che ne sape 'a ggente d' 'e fatte mieie?
È stata Essa, allora... È stata 'a Madonna!
S'è vista affrontata a tu per tu, e ha vuluto parlà... Ma, allora, 'a Madonna pe' parlà se serve 'e nuie... E quanno m'hanno ditto: "Ti togli il pensiero!", è stata pur'essa ca m' 'ha ditto, pe' me mettere 'a prova!...
E nun saccio si fuie io o 'a Madonna d' 'e
rrose ca facette c' 'a capa accussì!  'E figlie so' ffiglie!» E giuraie.(Eduardo De Filippo)

Ave, Maria, di stelle inghirlandata, | curvo e triste nell'ombra io pur t'imploro; | la valle imbruna, è il fin della giornata; | coi mandriani dell'alpe io pur t'adoro. || Tu che salvi dall'ira del torrente, tu azzurra vision nell'uragano, | tu ospizio fra le nevi ardue, tu olente || aura, in che orror mi affondo, in che agonia; | l'onta, il ribrezzo, il gran buio crescente, | tu lo sai, tu lo vedi: Ave, Maria.


Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza! (Luigi Giussani)


Già celebrata dal sec. XI, questa solennità si inserisce nel contesto dell’Avvento-Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con l’ammirata memoria della Madre.
In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore.
Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura. Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente, Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un figlio il cui nome sarà Emmanuele.
Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854.


Solennità dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria, che veramente piena di grazia e benedetta tra le donne, in vista della nascita e della morte salvifica del Figlio di Dio, fu sin dal primo momento della sua concezione, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia della colpa originale, come solennemente definito da papa Pio IX, sulla base di una dottrina di antica tradizione, come dogma di fede, proprio nel giorno che oggi ricorre.



Vorrei affidare alla Santissima Madre di Dio tutte le difficoltà che vive il nostro mondo alla ricerca di serenità e di pace, i problemi di tante famiglie che guardano al futuro con preoccupazione, i desideri dei giovani che si aprono alla vita, le sofferenze di chi attende gesti e scelte di solidarietà e di amore. Vorrei affidare alla Madre di Dio anche questo speciale tempo di grazia per la Chiesa, che si apre davanti a noi. Tu, Madre del «sì», che hai ascoltato Gesù, parlaci di Lui, raccontaci il tuo cammino per seguirlo sulla via della fede, aiutaci ad annunciarlo perché ogni uomo possa accoglierlo e diventare dimora di Dio. Amen!



Le preghiere sono di Papa Benedetto XVI

Se aspetti un minuto.....

mercoledì 7 dicembre 2016

Risultati immagini per Immagini della creazione, Dio





Mi hanno raccontato di una bambina che frequentava la quarta classe delle elementari che aveva un comportamento iperattivo durante tutta la giornata scolastica e in una sola ora trovava se stessa. L'ora di disegno.
In quell'unico momento di armonia tra sé e il mondo circostante si tuffava nel foglio con assoluta naturalezza e il corpo si accoccolava tutto nella creazione artistica.
Un giorno la maestra che aveva già annunciato la fine della giornata e chiesto di consegnare, vide che la bambina imperterrita continuava a disegnare.
China sul suo foglio era immersa in un tempo e in uno spazio diversi da quello degli altri bambini.
La maestra si spazientì.
Si avvicinò alla sua piccola alunna per vedere cosa stesse disegnando di così importante.
"Sto facendo un ritratto di Dio" spiegò la bambina, senza alzare lo sguardo dal foglio.
La maestra sorrise e con ironia rispose:
"Ma Dio nessuno sa come è fatto, nessuno l'ha mai visto!"
La bimba rimase un attimo in silenzio poi. continuando a disegnare, disse: 
"Se aspetta un attimo, Lo vedrà".


Lo splendore del creato rivela la bellezza di Dio. Nel Suo giardino le persone trovano il senso della vita, riscoprono l’identità della propria vocazione e il valore  perché anche il territorio si scopre lo stupore ri-creativo in ogni pianticella che si cura, si pota, si concima.
“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13). In questa immagine sono fotografate alcune suore  della congregazione delle Suore di Fatima che sull'esempio di Maria, modello e dono d’amore, si prodigano con tutte le energie, per essere segno di carità evangelica, recandosi dove Ella  indica loro, specie dove maggiore è il bisogno di umanità e di testimonianza di Cristo crocifisso e risorto, speranza del mondo.

Il cuore di una Donna

lunedì 5 dicembre 2016


Questo è "il quadro della Madonnina accanto al letto di Valeria" Ora è qui nella "mia stanza"


Quanto più ricerco la gioia, tanto più vengo avvolta da un velo di tristezza.

Allora parlo a Maria, parlo a Miriam, la donna per eccellenza, la Madre adorata ...
MARIA: nelle consonanti e nelle vocali leggo le Tue qualità
M e sei Madre e sei Mediatrice
A sei Colei che Allevia che si fa Arca di tutti i tesori
R sei la Regina, la Regola, il Rifugio
I l'Illuminatrice 
A sei la nostra Avvocata presso Dio.

Tu sei la Donna. Io sono una donna.
Come te soffro, ricordo, spero. vivo di sensazioni…di emozioni…stati d’animo... insomma c'è in me, in noi, una interiorità che spesso non  si trova nemmeno nei rapporti più profondi, perché amare non vuol dire essere capaci di trasmettere i sentimenti che si provano..esistono Parole introvabili.
Viviamo, noi donne, il Silenzio dell'anima.

"Vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi e Ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi,mentre benedico il coraggio che avesti di vivere sola con Lui. 
Ora capisco che fin da quel giorno pensavi a noi...e per ogni figlio dell'uomo che muore, Ti prego così....Ave Maria."

Quando nel tempo della nostra vita mettiamo al mondo un figlio a chi possiamo raccontare il fuoco che sentiamo nel cuore, a chi parliamo dei desideri che proviamo, delle passioni, dei dolori, ma soprattutto dell'amore immenso che ci avvolge?
Passione per una vita nuova che respira in noi.

E se quel figlio che si nutre di noi, che non può essere meno potente di una stella, per un perchè che non conosciamo, un giorno si ferma, non cresce più. Ci lascia. Arrivano le silenziose lacrime che gli uomini chiamano fragilità. Senza capire che in noi stava fiorendo una vita che dall'amore si era innescata....

"Vedrai...succederà nuovamente...non piangere!!!"

Era una vita! Era il mio primo figlio..!
Lo desideravo come si desidera il vero nutrimento dell'anima...

Più tardi nel tempo....ho conosciuto Chi mi avrebbe dato la forza quando come Te, Madre mia, mi sono rannicchiata ai piedi della sua vita, della vita di quella mia amata pianticella in fiore.

Tra pochi giorni sarà di nuovo Natale e nel mio cuore cerco la gioia di una Nascita che riempirà il Cielo stellato e che oggi ancora tarda ad arrivare.

Mi aggrappo per trovare quel seme di luce che mi farà sorridere e
"sperare. Perchè sperare non è un verbo dell'ottimista, ma il vigoroso realismo del fragile Seme che accetta il buio del sottosuolo per farsi bosco". 


(Un bacio a Fiorella donna non "fragile")


 






a proposito delle luminarie


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Oggi nella Preghiera dei Fedeli ho letto questo:
"Perchè gli addobbi e gli ornamenti esteriori che iniziano a moltiplicarsi
nelle nostre strade, trovino il loro vero significato solo nella nostra preparazione interiore alla festa.

Perchè la scelta di essere Cristiani
non rimanga un desiderio astratto, ma si concretizzi
nelle nostre azioni di ogni giorno
a cominciare 
dall'attenzione agli ultimi.

Preghiamo.

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Mici e gatti

venerdì 2 dicembre 2016



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Guarda che non mi fai paura!!!!



Anche a noi piacciono le poltrone!!!


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ron ron



Che si trattasse di animali speciali era ormai chiaro. Che fossero dotati di un’intelligenza e una sensibilità fuori dal comune del regno animale era altrettanto palese. Ma che fossero in grado di fare certe cose forse non ce l’aspettavamo proprio!
Naturalmente stiamo parlando di gatti, i nostri più cari amici che non finiscono mai di stupirci.

Non c’è nulla di più dolce del sentimento di pace che infonde quando riposa, e non c’è nulla di più vivace della sua natura quando è in movimento.




...parole in solitudine

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E' iniziato dicembre. Sono alla fine del primo giorno di questo nuovo mese e il freddo già canta l'inverno.
E' il mese in cui è più piacevole stare in casa: preparare un dolce, invitare qualche amico e parlando di ricordi ci prepariamo alle prossime feste.
  
La preghiera di questi giorni sa di momenti della vita presente. 
Una preghiera che sento il cuore ripetere da tempo, "Non cercheresti Dio, se non sapessi di averlo già trovato".
Non ricordo chi l'ha detta, sento di poter aggiungere che non l'avrei trovato se Lui non avesse trovato me per primo!!.
Nel silenzio di queste stanze addormentate è bello imparare l'ascolto. L'ascolto delle orecchie, l'ascolto degli occhi, l'ascolto del cuore.
Raccolgo tutti i messaggi della vita che oggi ho ricevuto e tenuti in serbo per il mio momento di solitudine: il frusciare del vento tra le foglie (ne sono rimaste poche) qualche cinguettio che ancora anima l'aria. E' il mondo che parla  con me e che io amo riascoltare mentre mi avvolgo in altri suoni che mi sento di definire come il "canto del mondo"  Il bussare alla porta dei colori pacati, dei verdi, dei gialli o lo scalpiccio delle foglie cadute e la musica della nebbia che ha ovattato il giorno fino al momento dell'apparire dei raggi del sole.

Tutto questo è preghiera, perchè sono le voci della vita che continua a scorrere come sabbia tra le dita, forse non è la preghiera fatta di formule ripetute a memoria tanto che a volte mi addormento, ma è il ringraziamento a tutto ciò che il Signore ha creato.

Sono parole in libertà queste che Ti dono, sono l'invito del Cantico di andare vagando con Te, senza una meta perchè la meta è già raggiunta è la tua vigna fiorita che è una regione del Tuo Regno.


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